Iskìda: riprese del teaser ultimate

Con qualche giorno di ritardo comunico finalmente anche qui sul blog il raggiungimento del traguardo che ormai mi teneva sveglio dal giugno del 2015. Le riprese del teaser trailer di Iskìda della Terra di Nurak  (della mia saga fantasy), diretto dal Premio Oscar Anthony LaMolinara, sono state ufficialmente concluse. Ho già avuto modo di ringraziare pubblicamente gli artefici dell’impresa. Ora si passa alla post-produzione, e il momento in cui si potrà finalmente ammirare sullo schermo il frutto di così tante fatiche si avvicina. E sarà un successo per tutti coloro che ci hanno seguiti e supportati (e anche per chi non l’ha fatto 😉 ).

Sul set (foto di Alec Cani)

La sessione del 2015, con Corrado Serri come direttore della fotografia, era stata interrotta per maltempo, in quanto ben due scene necessitavano poco vento e mare calmo, condizioni che non si erano verificate durante il periodo pianificato per girare. Quest’anno, come direttore della fotografia ha lavorato Francesco Piras insieme a Riccardo De Luca. Sommando le nuove riprese a quanto ottenuto l’anno scorso, hanno girato anche le scene col drone e hanno portato a casa il risultato. I cinque giorni di lavoro sono stati immortalati dall’obiettivo di Alec Cani, still photographer, che ci ha regalato degli scatti stupendi, di cui uno – Radu che cammina sugli scogli con in braccio Iskìda neonata – su Flickr ha raggiunto le 5000 visualizzazioni. Come dire, se anche solo un terzo di questi comprasse il romanzo si volerebbe in ristampa. Spero di poter mostrare prima o poi l’intera gallery in pubblico, un’occasione per raccontare qualche aneddoto.

Ora si riprende il ritmo consueto. Fuori dalla finestra, la Foresta Nera è verde che pare dover esplodere, nuvole temporalesche rotolano nel cielo e brontolano mentre l’aria è calda, umida e minaccia pioggia. Ho ultimato la traduzione teatrale dei “Monologhi siriani”, commissionatami dal Teatro di Sardegna, e aspetto un nuovo carico di traduzioni tramite Book on a Tree, per un cliente grosso, che come al solito non posso rivelare pena il taglio dei mignoli (Clausola di contratto. Davvero. Lo giuro).

In tutto ciò, qualcuno mi chiede: “Ma non scrivi più?” Caro qualcuno… dal 2014, anno in cui ho pubblicato l’ultima stagione di Iskìda, ho scritto quattro romanzi inediti, steso due setup pronti per essere sviluppati e lavorato al gioco di ruolo di Multiverse Ballad. Cos’altro posso fare se non aspettare di trovare i canali adatti per farli venire alla luce? La pazienza è il pilastro di questo mestiere. Devo ammettere però che ogni tanto mi trovo a pensare all’autopubblicazione, almeno verso il materiale più borderline e meno vendibile per vie ortodosse. Vedremo.

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Nell’immediato, un editor si è dichiarato interessato a leggere Carbone (working title), il western drammatico che ho scritto tutto d’un fiato a Natale dello scorso anno. Perciò è ora di rimboccarsi le maniche della camicia di batista e di lavorare a una stesura definitiva. È un romanzo che non si può vendere a setup, perché narra la storia più vecchia del mondo. Conterà soltanto il come è scritto.

Sarà un’estate da pistoleri.

Saluti,

A.

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