Sinestesie Otto e mezzo – The Academy

Sinestesia ridotta, questa volta, per varie ragioni di tempo e perché al cinema non ho trovato davvero nulla che mi ispirasse (dato che Maggie non è stato distribuito qui in Germania).

The AcademyCi tenevo però tanto a parlare di un libro. Era da un po’ che una lettura non mi catturava pagina dopo pagina con tanta leggerezza. C’è riuscito un libro italiano: The Academy, pubblicato Rizzoli e scritto da Amelia Drake, ammiccante pseudonimo per le penne incrociate di due vecchie faine come Davide Morosinotto e Pierdomenico Baccalario.

I due signori non hanno bisogno di presentazioni per quanto riguarda il fantasy per ragazzi, ma ‘sta volta l’impressione è che si siano davvero superati. Ne sono convinto, perché The Academy, romanzo che anche nella veste grafica e paratestuale è curatissimo, ha davvero classe da vendere. Quella del mestiere, dei suoi strumenti lustri e precisi, ma che non si è dimenticato che la materia prima sono ancora i sogni. Dunque, prendete un archetipo di personaggio alla Locke Lamora, sì, quell’orfano ladro-gentiluomo protagonista della saga fantasy più spettacolare al mondo (e che in Italia la Nord ha smesso di tradurre); calatelo nel contesto fiabesco di un’accademia in stile Harry Potter, dove un branco di ragazzini deve imparare a crescere e vivere avendo a che fare con nuove strane materie insegnate da bizzarri professori, e immergete il tutto in un setting a tinte steampunk, in una malinconica città sferragliante di uno pseudo ‘800. Risultato: The Academy.

E si legge, si legge che è una meraviglia. È tutto ciò che un libro per ragazzi dovrebbe essere e, proprio per questo, diviene la sintesi minimale di cosa un “fantasy”, per qualsiasi età, dovrebbe essere. Twelve, la giovane protagonista, è semplicemente una ragazzina che si seguirebbe ovunque. Tanto più lo si fa quando la materia oggetto dell’insegnamento della Diciannovesima Accademia (quella segreta), è quanto mai poco ortodossa.

Insomma: The Academy è stata una chicca, una boccata d’aria fresca che non ti aspettavi e che alla fine ti lascia con un sorriso sognante, un po’ stordito e nostalgico. Se una pecca gli si può trovare, forse l’unica è che il romanzo è troppo breve. Ed è un peccato, perché sono i formati dell’editoria che probabilmente l’hanno imposto. Forse per il mercato anglofono sarebbe potuto essere un tomo di cinquecento pagine da divorare, e non per questo un romanzo meno per ragazzi. Perché i ragazzi leggono, anche se gli editori – a volte e per paura – li trattano ai minimi termini.

Ora Morosinotto e Baccalario hanno una grande responsabilità. Hanno dato vita a dei personaggi memorabili, che vorranno crescere, tenendo il lettore attaccato alle pagine per tutto il viaggio sino all’età adulta. E allora se ne vedranno davvero delle belle.

Consigliato al 110%.

A.

2 responses to “Sinestesie Otto e mezzo – The Academy

  1. Letto in questi giorni di vacanza o meglio: divorato.

    L’unica cosa che non mi ha pienamente convinto sono le motivazioni di Twelve nel voler lasciare l’Accademia.

    1. Hola!

      Son contento che abbia raccolto il reading tip. Ora che mi ci fai pensare, forse la motivazione “disobbedienza pura” non è molto intensa per il lettore, sembra un po’ forzata. Però alla fine credo rientri bene dalla finestra, perché le fa guadagnare lo status di “renegade” insieme a Lupo, il che non è niente male come fine del primo episodio. 🙂

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