ETERNAL WAR

eternal war itaSì, sono tornato in postazione teutone. Sì, ero sul set del teaser di Iskìda e sì, qualche scena è saltata per il cattivo tempo e dovremo recuperarla. Ritornare alla calma della foresta, della scrittura, dopo l’esperienza frastornante di un set cinematografico, rasenta la schizofrenia. E un buon libro aiuta a chetarsi.

Lo aspettavo da tempo, non ha tradito le aspettative: ETERNAL WAR – Gli eserciti dei santi, di Livio Gambarini, by Acheron Books. Il secondo libro italiano di fila che mi lascia entusiasta (dopo The Academy), e uno di quelli che ti spinge a gettare l’occhio accanto al computer, là dove al muro è sempre poggiata la zappa, monito per un provvidenziale ritorno alla terra. Soprattutto se il prossimo autore Acheron in catalogo sei tu.

Livio Gambarini, qui lo dichiaro ai Tabloid, ha stretto patti di sangue con entità ultraterrene. Altrimenti non si spiegherebbe una maturità stilistica che rasenta ciò che solitamente, di fronte a circostanze simili, chiamiamo perfezione. Non fine a se stessa, giusto per dire che si rispettano presunti dogmi didascalici, ma funzionale al suo messaggio, al suo lavoro: portare il lettore in trance sino alla fine del libro. Io per arrivare alla fine ci ho messo una giornata al lago. Gambarini parte dalla sintassi: asciutta, martellante, che non tollera digressioni né abusi lessicali. Il risultato è che la progressione delle scene è velocissima, e plot e ambientazione te li bevi in apnea.

Firenze, XIII secolo d.C., piena guerra tra Guelfi e Ghibellini. Protagonista: niente meno che Guido Cavalcanti e il suo Ancestrarca, Kabal, spirito custode della famiglia Cavalcanti – alle prese con battaglie, onore, demoni, amore e sotterfugio. Comparse: un tale Dante Alighieri e una ragazzina un po’ racchia di nome Beatrice. E questa è l’altra enorme nota di merito per questo romanzo: aver saputo calare la sacralità ingessata dei pilastri della nostra cultura in un romanzo fantasy da manuale, riuscendo a trattarla con eleganza e leggerezza. Non era facile. C’è riuscito.

Basta, ho detto abbastanza. Leggetelo. Io intanto… ah, eccola, la zappa.

A.

P.S. Il passaggio che più mi ha colpito: l’entrata degli Ancestrarchi a Roma. Una scena di una potenza onirica degna dei primi capitoli di The Dragons of Babel.

2 responses to “ETERNAL WAR

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