La fine di un viaggio – Il Canto di Akasha, Iskìda terza stagione

È la fine di un viaggio. Iskìda della Terra di Nurak, la saga fantasy per YA che mi ha tenuto al lavoro e sotto contratto dalla primavera del 2012, dopo L’Amuleto del Sonno, secondo al Premio Cittadella 2013 e ora in parte tradotto in inglese; dopo la seconda stagione Camminatrice di sogni, arriva al termine con la terza e ultima stagione Il Canto di Akasha.Il Canto di Akasha - Iskìda della Terra di Nurak - terza stagione

 

Avevo già avuto modo di esprimere la sensazione amara di un addio imminente, in questo post. Ora rimane un ultimo saluto per un’opera di cui tutto sommato – tra l’aleatorietà dei gusti dei lettori, grandi entusiasmi e isolate perplessità, miei rimpianti di produzione (yep, refusi non visti) e ricerca minuziosa del dettaglio – vado fiero, sopratutto per questo ultimo volume, che mi ha dato filo da torcere ma che posso ora tacciare come il più maturo della serie.

Una trilogia intera con la famigerata tag med-fantasy, che sfruttasse il potenziale del folklore dell’isola di Sardegna calandolo in un secondary world dalle tinte preistoriche, in Italia (ergo anche altrove) non si era mai vista prima. De facto, ora esiste. Verrà ricordata, verrà dimenticata, non importa: esiste.

Il mio grazie va a Edizioni Condaghes, per averci creduto; a Dany&Dany, compagne di viaggio, senza i cui disegni Iskìda non sarebbe stata la stessa, e a tutti i lettori che ci hanno supportato e che aspettiamo di salutare al Books.

Ora si va avanti. Multiverse Ballad è una direzione. Anche altre strade sono state però individuate e si cerca di seguirle, nello spintonarsi di contatti che nascono e muoiono, di pitch che vengono scritti in frenesia creativa e che attendono il loro momento nel buio dei cassetti. Pazienza, metodo e lungimiranza, in una parola: scrivere.

A.

 

 

 

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