Sinestesie #4 – Si alza il vento, i nani rotolano.

Sinestesie, numero quattro. Riprendo il ritmo dopo la pausa estiva. Sono passate più di due settimane, lo so, ma la mole di lavoro è sempre tanta. L’editing finale di Iskìda terza stagione è stato consegnato e molti altri progetti che ho steso recentemente potrebbero sbloccarsi tutti in una volta. Dita incrociate, spero di poter dare news a breve.

Un libro: Anno Mille. L’ho pescato per curiosità dal catalogo della Origami stessa (l’editore di Multiverse Ballad) dopo aver letto delle recensioni entusiastiche. Scritto da Eugenio Marica, è un “libro di viaggi” ambientato nel 1200 D.C., duecento anni dopo l’anno mille, anno in cui una cometa incendiò i cieli del vecchio continente scatenando l’arrivo delle Bestie. Sono in corso di lettura e ancora non è chiarissimo cosa siano queste bestie, ma il gioco di specchi è sicuramente riuscito, perché ci sono, sono là, sono state combattute nelle crociate di principi e Re, sono parte della coscienza popolare, sono temute, e potrebbero tornare. Il fascino di Anno Mille è che il romanzo – composto da un collage di punti di vista che cambiano di capitolo in capitolo – è storicamente fedelissimo e anche nel linguaggio richiama un registro aulico che giova all’atmosfera ma senza diventare stucchevole. La storia ci sta mettendo un po’ a ingranare ma tra Gerusalemme, Costantinopoli, Toledo e Venezia i cambi di fronte sono affascinanti. Una sola nota di stile non mi ha convinto: l’uso non molto controllato del narratore onnisciente. In generale però è un romanzo davvero caruccio.

Un film: Si alza il vento. Eh già, lacrimucce, come sempre con il Maestro. Non c’è da stupirsi che con questo ultimo capolavoro Ghibli Miyazaki abbia annunciato il ritiro. Il sapore del film è in effetti quello di un testamento. Forse non il migliore dei suoi film ma il più maturo, il più crudo (incredibili le scene del terremoto a Tokyo), il più triste. È la prima volta che Ghibli mette sullo schermo un personaggio ispirato a una reale figura storica, Jiro Horikoshi, ingegnere aeronautico giapponese che ideò i caccia “Zero”, ma è Miyazaki stesso che si ha l’impressione di seguire nella storia: la dedizione all’aeronautica, l’amore per l’aria, per la libertà del vento e per i dettagli che possono portare a cavalcarlo come gli uccelli, costretti poi negli orizzonti di guerra in cui la tecnologia è sfruttata. Jiro è Miyazaki, un sognatore, che segue il suo ideale sino alla fine, sino a quando si troverà solo, vedovo, a camminare sui rottami abbattuti dei suoi sogni di perfezione. Si alza il vento è un lascito. Non sappiamo a che prezzo personale, ma Miyazaki con il suo lavoro ha fatto sognare mezzo mondo, e continuerà a farlo a lungo. Un inchino.

The Wind Rises

Una musica: visto che ci siamo, Joe Hisaishi è il compositore giapponese che ha da sempre accompagnato Miyazaki e la Ghibli nei loro viaggi animati. I pianoforti malinconici, i crescendo di fiati, musiche che ogni tanto vale la pena riascoltarsi. Qui un ottimo medley.

Un pensiero: è una riflessione sulla filmografia, molto vaga, un po’ da vecchi seduti sulla panchina a berciare sui tempi che arrugginiscono, frutto di una discussione con il chief editor di Origami. Che fine sta facendo il cinema? Continueremo (Hollywood, chi altro) a fare remake di trash anni ottanta e supereroi Marvel sino a raschiare il fondo del barile? Non l’abbiamo già raschiato e rotto? Niente contro i supereroi, per carità, semmai contro lo stile action che il cinema high-budget sta canonizzando. Hollywood ha scoperto il fantastico, siamo stati tutti contenti, ma ora che se n’è impadronito cosa lo sta facendo diventare? Nani che rotolano. Questa è la formula.
Nani che rotolano, Johnny Depp e pirati zombie, che rotolano. Ogni film action-fantasy ripresenta le stesse dinamiche rocambolesche, le stesse battute imbecilli, gli stessi cliché. Giro la domanda a voi, da quand’è che non vedete un film fantasy/fantastico serio, epico, tragico, mimetico al 100% nel rispetto del setting? Io da tanto, da Il Signore degli Anelli di Jackson, prima che si mettesse a far rotolare i nani, che Tolkien lo perdoni. E i Batman di Christopher Nolan. Non fraintendetemi, ci divertiamo tutti a vedere i nani rotolare, sì, per un film, massimo due. Il terzo non vado a vederlo. E la Industry lo sa, perché le entrate ai botteghini calano, perché non sanno più cosa inventarsi. Poi vedete, poi c’è un distinto signore giapponese che mette una pietra miliare e si ritira… e fa riflettere. Che questa piaga stia contagiando anche i romanzi? Lo lascio a voi.

Alla prossima,

A.

2 responses to “Sinestesie #4 – Si alza il vento, i nani rotolano.

  1. Certo che abbiamo gusti proprio simili! Appena visto Si alza il vento, da cui ho avuto impressioni molto simili alle tue.
    Per i nani che rotolano non so, ma sono ottimista, per un po’ alla gente sono bastati effetti speciali e nani rotolanti, ma pian piano anche questo inizierà a stancare e si tornerà alle storie

    1. Speriamo tu abbia ragione!

      Comunque Si alza il vento è bellissimo. Non è di primo acchito coinvolgente come altre opere del Maestro (si vede che a questo giro ha fatto il film pensando a se stesso come principale fruitore dello stesso) ma c’è dentro tantissimo, comprese alcune delle sequenze più emozionanti che ci abbia mai dato. Uno splendido regalo di addio 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *