Sinestesie #3 – Controvento

Sinestesie, numero tre. Tornato dal Baltico, un pezzo di cuore è rimasto là, come da sette anni a questa parte, e a venire. Dieci giorni di betulle, spiagge deserte, ruderi e sterne. Niente internet, il sé e il mondo, piedi e libri. E come solo nei viaggi, e come solo off-line, ci si riscopre padroni di una certa pienezza del vivere, si ha l’illusione di poter gravitare sopra il caos e vedere, dall’alto, le connessioni.

Un libro: L’orda del vento. Punto. Un punto grande come una casa. Opera di Alain Damasio, scrittore francese residente in Corsica, pubblicato nel 2004 (in Italia da Nord e Tea). Divenuto un best-seller, a buon diritto. Uno di quei best-seller che ti fa dire che in fondo c’è ancora speranza, per la lettura, per l’editoria, c’è una giustizia cosmica. Perché L’orda non è un romanzo facile, è complesso, criptico, crudo. Forse, forse davvero ogni tanto i bei libri incontrano il destino che meritano. Me l’avevano consigliato a più riprese, era in reading list, fato e progetti hanno voluto che scavalcasse altri libri e mi finisse in mano proprio in Estonia. Ambientato in un mondo sconfinato, terre brulle e praterie e pantani: e il Vento; che spira sempre e solo da est verso ovest, come brezza o come uragano. Carri a vela e aeroscivolanti lo solcano unendo le città delle svariate civiltà tecnologiche, ma l’Orda, la trentaquattresima Orda del Controvento, va a piedi, sempre solo a piedi e controvento. Per onorare il suo giuramento, la sua ricerca spirituale, contrerà sino all’Estrema Vetta, là dove il vento ha origine. Ventitré personaggi uno migliore dell’altro, descritti in prima persona nel loro raccontare l’avanzata estrema. L’orda del vento fa ciò che ogni fantasy dovrebbe: mesmerizza. E in una storia di viaggio spalanca portali sul mistero di esistere. Contrare il vento diviene meditazione, ricerca dell’ordine delle cose in equilibrio su ogni refolo, racchiuso in ogni passo, in un elogio titanico al qui e ora no matter what. Scritto in barba agli stilemi contemporanei, di stomaco e bile, ti travolge. Un capolavoro.

Un film: non pervenuto.

Strand... RandUna musica: la mia colonna sonora ideale per le malinconie del Baltico è sempre stato il progetto estone-svedese Strand…Rand, di Sofia Joons, Emma Härdelin e Meelika Hainsoo. Folk, direbbe l’etichetta. Io dico cori sacri, inni al mare, metà in estone delle isole maggiori e metà in svedese, uno stesso sentire sulle due sponde opposte del medesimo mare. Violini e cori da sirene, sciabordio di onde e risacca. L’ascolto è difficile, di un minimalismo religioso, forse impossibile da apprezzare senza aver sentito i luoghi da cui la musica scaturisce. Su youtube c’è solo un frammento che non rende loro giustizia. Non saprei come consigliare di reperire la musica se non di persona, a Tallinn. Forse in questo caso un’immagine vale tante parole.

 

Un pensiero: una riflessione che mi ha accompagnato in viaggio, che unisce il libro, i luoghi, la musica. Camminavo tra i ginepri e pensavo che è possibile scrivere un romanzo come L’orda del vento, concepirlo, soltanto in un modo: l’esperienza. Non parlo dei trucchi del mestiere di scrivere, dei manuali, dello stile. Parlo del fottuto stomaco, parlo del vivere. Damasio studia economia e scribacchia. Poi si rompe le balle e si isola nelle montagne corse. E dopo trentacinque anni di vita partorisce L’orda. Non basta uno scrittore per scrivere libri come questo, ci vuole una persona. Ci vuole vissuto, ci vogliono silenzi, isolamento, contemplazione, gravitare su orbite conoscitive che con la scrittura possono non aver nulla a che fare, passo dopo passo, lingua dopo lingua, terra dopo terra; colmarsi dell’essere umani e poi, pieni all’orlo, un giorno sedersi e strabordare in 600 pagine che rimarranno incise nel granito. 2014, sappiamo tutto di tutto, e non siamo più niente. Ogni tanto un libro, nella massa, ce lo ricorda.

A.

4 responses to “Sinestesie #3 – Controvento

  1. Ah, L’orda del Vento…! Non so, l’ho letto d’un fiato e ancora non ho capito se sia o no un capolavoro. Dal punto di vista tecnico è perfetto, però… Non so… Mi è rimasto un non so che, come fossi di fronte a un virtuosismo letterario un po’ fine a se stesso. Spero che l’autore torni con una nuova opera a dissipare questo mio dubbio. L’altro, temo, me lo terrò: in Italia un romanzo così avrebbe mai trovato un editore?

    Buona fine agosto!

    1. In Italia? No 🙂

      Per il primo punto, ti capisco, ma secondo me è questo che lo rende un capolavoro. L’autore è un virtuoso, a volte un po’ fine a sé stesso (e ciò mi porta a dire che secondo me è spesso lontano dalla perfezione tecnica), ma nonostante ciò ti tiene incollato alle pagine e ti racconta una storia commovente, monumentale. Cos’altro dovrebbe fare un libro? Io l’ho apprezzato molto per questo: perché è un fantasy “letterario”, e riesce là dove dozzine di fantasy scritti seguendo alla mano i manualetti di stile falliscono 🙂 Buon fine agosto anche a te!

  2. Anch’io ho letto L’orda del Vento, proprio perché me ne aveva parlato Tenar (avevo/ho una piccola “fissa” del punto di vista multiplo, era soprattutto quell’aspetto che mi incuriosiva a monte e mi interessava vedere come era gestito e con che risultati). è sicuramente potente, con un’ambientazione notevole; a volte anche a me è parso compiacersi un po’ nel virtuosismo e, ma questo è un mio problema, ho l’impressione che mi sfugga qualcosa delle implicazioni del finale…
    Di certo, qualcosa di molto diverso dal fantasy che circola qui.
    Dite che in Italia non avrebbe trovato un editore (credo anch’io, che sull’argomento sono molto più ignorante di voi), ma quanti lettori ha avuto?
    (Mi immagino qualcuno lanciare in sequenza prima segnalibro e poi libro, già verso pagg.30-40…)

    1. Ehehe, segnalibro e romanzo abbandonati in sequenza 😀 Possibile. C’è da riflettere anche sul fatto che l’editore (non solo la riedizione Tea ma anche la Nord che ha curato quella che doveva essere l’edizione completa ed elegante in cartonato), non ha investito su quelle piccole chicche che alla fine aiutano il lettore ad appassionarsi. Segnalibro a parte, nell’edizione originale francese ci sono disegno e didascalia descrittiva di ogni Pg a inizio libro, compresa chiaramente la mappa della traccia. Se digitate “Horde du Contrevent” su google-immagini ne vedete qualcuno ^_^

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