Meno 2 giorni al collasso del Multiverso

2C’è chi sostiene che un editore digitale, eliminando i costi di produzione e distribuzione legati all’oggetto materiale libro-cartaceo, possa permettersi il rischio di pubblicare ogni cosa, con ben poca attenzione alla qualità. Io credo che il rischio economico dovuto alla produzione, allo stoccaggio e alla distribuzione di libri “analogici” non abbia mai fermato gli editori italiani dal pubblicare opere di dubbio gusto. Credo in ciò che leggo, e Origami sembra una scuderia vincente, attenta ai suoi piloti. L’onore della propria Publishing List esiste in cartaceo quanto in digitale. Altrimenti si sarebbe tipografi, o editori Vermilinguo (EAP). L’Editoria è altro.

L’editing finale a Multiverse Ballad è iniziato circa un anno fa, e sul testo ho lavorato con ben tre editor diversi, in un lavoro coordinato durante il quale ho avuto modo di limare ancora gli spigoli, forte anche dell’esercizio di stile imposto dal mio progetto di saga fantasy con Condaghes, Iskìda della Terra di Nurak.

Quando la stesura definitiva stava ormai per venire alla luce, è successo qualcosa che considero importante. Ho letto un romanzo che non avevo ancora letto, e quel romanzo mi ha fulminato. Multiverse Ballad è un inno alla citazione, un inno al debito che ogni storia ha nei confronti delle altre. L’aver scoperto questo libro soltanto in fase di revisione mi è dispiaciuto; al tempo stesso però mi ha ubriacato di meraviglia. Le storie esistono, là da qualche parte, e ci scelgono come tramite per venire al mondo. Per questo ho sentito di voler aggiungere questo libro ai tanti ringraziamenti, perché leggendolo l’ho riconosciuto, come se fosse un tassello mancante, dimenticato, ma comunque presente da qualche parte in me. Si tratta de Il Sentiero di Legno e Sangue di Luca Tarenzi. 

Weird onirico di penna nostrana, una potenza evocativa rara unita a una sensibilità affilata. Per parlare di Multiverso, anche la nostra Ballad ha usato il medium dei sogni. Come sarebbe potuto essere altrimenti? È per questo che una sera, preso dall’entusiasmo, da questa sensazione di essere parte di un solo spirito insieme a tante altre menti, ho scritto a Luca Tarenzi. È stato così gentile da rispondermi. Ha accettato di dare un’occhiata al libro. Ora sono le sue parole ad aprirlo.

“Parallel Dreams…”, mondi, infiniti mondi paralleli che ogni tanto gli dèi decidono di far incontrare.

A.

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