Meno 1 giorno al collasso del Multiverso

1Prima di un evento atteso, il tempo si dilata. Non passa mai. Guardo petali cadere come neve e accumularsi sui rami degli abeti rossi di questa Foresta Nera, e non posso fare a meno di sentirmi piccolo. Il libro che verrà pubblicato domani, frutto di così tanto sognare, di così tanta vita, sarà null’altro che un fiocco che cadrà insieme a un’altra miriade, che si fonderà a essa, unico eppure irriconoscibile, sconosciuto, consacrato all’oblio.

Lungi da me elucubrare sul perché si scriva. Si scrive e basta, come si vive e si sente di essere in vita. Ma cosa accade a ciò che è scritto una volta che è lasciato libero, là, nel Multiverso delle storie? Leggiamo ancora Omero e Shakespeare, ci commuoviamo ancora per le medesime storie, le stesse gesta, proviamo ancora gli stessi sentimenti del primo uomo che si voltò all’orizzonte e muto salutò il sole.

Nelle valli di buio e silenzio della Storia, le opere erano montagne, colossi che continuiamo a fissare meravigliati e atterriti. Ora quelle valli sono oceani di luci al neon, di flussi di dati che schizzano da una parte all’altra, gli uni sugli altri, troppi perché tra loro si possano riconoscere punti fermi, pietre miliari che segnano il percorso; eppure indicizzati, una realtà che crea una copia di back-up di se stessa, nell’etere. Che destino può avere un messaggio dentro questo caos pulsante?

Più vivo, più leggo, più scrivo, più guardo la deriva del reale, più mi dico che lettura e scrittura – come tutte le Arti – ribadiranno loro stesse come un tentativo di riconoscerci, moltiplicato per N infinito. Il digitale nega l’oblio, i frammenti di memoria della coscienza collettiva diverranno troppi per essere ricordati nella singolarità di un individuo. Eppure ogni individuo si lancerà nel cyberspazio per trovare là, tra le immagini dei miliardi dei suoi predecessori veggenti, ciò che gli racconterà che non è solo; che altri hanno sognato come lui, prima. Quali saranno i frammenti tramite cui questo miracolo di esistenza avverrà, starà allo sconosciuto biblionauta scoprirlo. Ed è la libertà del suo tentativo in potenza che dona dignità a ogni singolo frammento. Sino a quando arriverà il black-out e torneremo a danzare attorno ai fuochi.

Spunta un sole, i petali cadono sul fiume e vengono portati via. Creazione ed Entropia continueranno a danzare a lungo, domani, oltre, per sempre. Passo e chiudo.

A voi: Multiverse Ballad

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