Un anno “Nella pancia del drago” – Indice delle puntate

L’avventura di approfondimento sul genere fantasy intrapresa da me con Sul Romanzo è giunta al termine, così ho pensato di racchiudere l’indice di un anno di puntate in un solo post.

It has been a fine journey, folks.  😉

Nella pancia del drago

Gentili viandanti, se vi trovate qua e la logica non inganna, è perché il drago vi ha mangiati.

Cercheremo di indagare l’etimologia di Fantasy: un prestito dall’inglese e vuol dire fantasia. Ma cosa significa fantasia? Può significare tutto, e proprio per questo rischia di non significare nulla.

Quale accanito lettore fantasy non è stato mai una volta nella vita canzonato in sincero imbarazzo da un non-lettore fantasy per mezzo della citazione da I Corti dei comici Aldo, Giovanni e Giacomo? Il fantasy: troppi nomi.

Fantasy e mappe: un binomio indissolubile. Uno strumento per l’orientamento del lettore gentilmente fornito dall’editore o più una questione atavica di afferrare il Nulla con le mani e fare del vuoto materia pulsante? (That’s power-writing!)

Il fantasy è spesso epica. Per essere epico deve includere la primordiale lotta tra il bene e il male. E ovviamente il male è vestito di nero, ed è CATTIVO! CATTIVISSIMO!

E non necessariamente in quest’ordine. Fantasy: psicoanalisi degli archetipi in ottomila battute (con doppio spazio).

Quand’è che un legittimo tòpos letterario diventa un cliché? E quante volte in caccia estatica di cliché ci si dimentica cosa sia un tòpos letterario e perché sia legittimo?

Citando l’esordiente “autore per ragazzi” Mark Twain: «L’unica differenza tra la realtà e la fantasia è che la fantasia deve essere credibile». Ovviamente gli adulti non lo sanno (Shhh… non diteglielo!)

Fantasy e politica? No, grazie. Come, non avete visto la spilletta sul panciotto di Bilbo? (PEP: “Partito dell’Erba Pipa”)

Si sa, tutto può essere postmoderno: un’epoca, un racconto, un intero genere letterario; una lampada, una balaustra, una cassapanca, un elfo, etc. etc.

Contenuto invisibile alla comunità non-magica

La storia di quando i trend di mercato scompigliano i generi letterari e riformano il gusto del lettore. Ebbene sì, sono pallidi, tecnicamente morti, temono la luce del sole, le decapitazioni e i paletti nel cuore: e sono ovunque.

Fantasy e giochi di ruolo: un connubio segreto e nascosto vergognosamente. Misteriose sedute sataniche, passatempo da nerd sociopatici, o forse il più brillante laboratorio narrativo fai-da-te per quanto riguarda character design e world building?

Dado da venti

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